Q10Plus ottimizza il recupero passivo e aiuta l’organismo

COSA E’ Il Q10Plus è un prodotto a base di Coenzima Q10 (ubichinone), l-carnitina, acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 utilizzato in numerose condizioni sia non patologiche che patologiche come l’iperomocisteinemia, che numerosi studi epidemiologici hanno correlato ad un aumentato rischio di malattia coronarica, infarto del miocardio, ictus, malattia vascolare periferica e tromboembolia venosa. … Continua la lettura Q10Plus ottimizza il recupero passivo e aiuta l’organismo

COSA E’

Il Q10Plus è un prodotto a base di Coenzima Q10 (ubichinone), l-carnitina, acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 utilizzato in numerose condizioni sia non patologiche che patologiche come l’iperomocisteinemia, che numerosi studi epidemiologici hanno correlato ad un aumentato rischio di malattia coronarica, infarto del miocardio, ictus, malattia vascolare periferica e tromboembolia venosa. Da tutti questi studi, considerando solo la malattia coronarica, gli autori hanno concluso che fino a 50.000 decessi per malattia coronarica potrebbero essere evitati ogni anno con la riduzione dei livelli ematici di omocisteina. Altra condizione è l‘uso di statine per abbassare i livelli di colesterolo. Le statine sono usate per la prevenzione ed il trattamento delle malattie cardiovascolari e anche se il trattamento è abbastanza sicuro, non è privo di effetti collaterali come ad esempio l’insorgenza di dolori muscolari.

La varietà dei sintomi della miotossicità indotta da statine va da un aumento asintomatico della concentrazione della creatin-fosfochinasi (CPK) a mialgia, miosite, fino alla rabdomiolisi. La presenza di mialgia può arrivare al 30% dei soggetti in terapia e può insorgere all’inizio della terapia oppure anche diversi mesi dopo.

Il livello dell’enzima creatin-fosfochinasi (CPK) può aumentare fino a valori 10 volte superiori alla norma. Sulla base di numerosi studi ad oggi effettuati nel mondo, si può comunque affermare che, valutando i benefici delle alte dosi di statine con i rischi degli importanti eventi cardiovascolari come sindrome coronarica acuta e malattia coronarica e gli altri effetti collaterali legati a questi alti dosaggi, il dosaggio moderato può essere la scelta più appropriata per conseguire la riduzione del rischio cardio-vascolare nella maggior parte degli individui, riservando i dosaggi più elevati alle categorie di pazienti più a rischio di eventi cardio-vascolari.

In tutti i casi, il contenuto di Coenzima Q10 del Q10Plus, unitamente agli altri principi attivi che ne potenziano l’azione, consentono di dosare agevolmente la terapia adattandola a qualunque esigenza e permettendo la soluzione di problemi altrimenti non risolvibili.

A COSA SERVE

Il Q10Plus è essenziale in situazioni molto importanti quali le mialgie da statine, l’iperomocisteinemia, l’aumento delle CPK nel circolo sanguigno, nei pazienti con scompenso di cuore, nelle fasi di allenamento e recupero degli sportivi, contribuisce inoltre ad abbassare i valori della pressione sia sistolica che diastolica, inoltre agisce sul metabolismo del glucosio, migliorando la funzione delle cellule beta pancreatiche, aumentando la sensibilità all’insulina, riduce il danno alle cellule del fegato prodotto dalle statine.

Studi hanno posto in evidenza effetti positivi anche sulla paralisi sovranucleare progressiva, nella depressione bipolare, nella prevenzione dell’emicrania, nel M. di Parkinson, nelle prime fasi del M. di Alzheimer, nella fibromialgia (dove si è assistito ad una progressiva riduzione del dolore e della stanchezza) e nella sclerosi multipla con riduzione dello stress ossidativo (OS) ed incremento dell’attività antiossidante con diminuzione significativa del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α ) e dei livelli di interleukina 6 (IL-6). Miglioramenti della neuropatia e della fatica sono stati riscontrati in pazienti con SLA (sclerosi laterale amiotrofica), e nella sindrome da stanchezza cronica.

COME FUNZIONA

Le statine sono i farmaci più comunemente prescritti ed efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo e di lipoproteine a bassa densità ( LDL ), con ciò determinando una riduzione significativa, dal 20 al 35%, degli eventi cardiovascolari; sono generalmente ben tollerate, ma alcuni pazienti lamentano disturbi quali mialgie, crampi muscolari, debolezza e in rare circostanze pericolose rabdomiolisi.

L’incidenza delle mialgie si aggira intorno al 25% e può essere di tale intensità da compromettere la compliance del paziente verso la terapia.

La deplezione dell’ubichinone o Coenzima Q10 è alla base dell’insorgenza della miopatia da statine; di conseguenza, la supplementazione di Coenzima Q10 è utilizzata da molti pazienti e medici prescrittori di statine. I livelli ematici di Coenzima Q10 diminuiscono durante il trattamento con statine ed anche i livelli muscolari di Coenzima Q10 sono ridotti di circa il 30% nei soggetti con danni muscolari da statine. La supplementazione con Coenzima Q10 riduce l’intensità del dolore e permette al paziente di tollerare meglio anche alti dosaggi del farmaco. Questa diminuzione di Coenzima Q10 riduce il consumo di ossigeno nei mitocondri ed influenza quindi il controllo respiratorio della cellula. Studi hanno anche dimostrato una riduzione significativa del colesterolo quando il Coenzima Q10 era associato alle statine, rispetto alla sola somministrazione di statine.

Coenzima Q10 e colesterolo sono sintetizzati dalla stessa via e la statine producono un decremento significativo dei livelli di Coenzima Q10 nel plasma ed a questa diminuzione è collegato il potenziale danno epatico prodotto dal trattamento con statine. Un aumento nel siero delle aminotransferasi epatiche (SGOT e SGPT) è correlato al danno epatico indotto dalle statine dovuto ad un danno alla membrana degli epatociti che causa una diminuita attività disintossicante ed antiossidante del fegato. Studi hanno dimostrato che la contemporanea somministrazione di statine e Coenzima Q10 riduce l’aumento di SGOT e SGPT e quindi il danno agli epatociti.

Il Coenzima Q10 è un prezioso componente della catena respiratoria mitocondriale ed una diminuzione della sua disponibilità influisce certamente sul metabolismo energetico, per cui la diminuzione della concentrazione di ATP a seguito del trattamento con statine è dovuto ad un deficit di Coenzima Q10. Gli anziani sembrano essere più suscettibili ad un deficit di Coenzima Q10 e così pure gli atleti, che richiedono un consumo di ossigeno più efficiente nei loro mitocondri per le loro prestazioni.

PRINCIPI ATTIVI

Coenzima Q10

Il Coenzima Q10 è usato in campo cardiologico per migliorare la funzione endoteliale in pazienti con disfunzione sistolica ventricolare sinistra ischemica (mostrando effetti positivi sulla funzionalità cardiaca), in pazienti con malattia coronarica, in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca. Inoltre sono stati fatti studi sull’ Atassia di Friedreich con significativo miglioramento della bioenergetica sia del muscolo cardiaco che scheletrico. Studi hanno posto in evidenza effetti positivi anche sulla paralisi sovranucleare progressiva, nella depressione bipolare, nella prevenzione dell’emicrania, nel M. di Parkinson, nelle prime fasi del M. di Alzheimer, nella fibromialgia (dove si è assistito ad una progressiva riduzione del dolore e della stanchezza) e nella sclerosi multipla con riduzione dello stress ossidativo (OS) ed incremento dell’attività antiossidante con diminuzione significativa del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α ) e dei livelli di interleukina 6 (IL-6).

L-carnitina

La L-carnitina, biosintetizzata da lisina e metionina e concentrata nei tessuti che utilizzano acidi grassi come fonte di energia. Essa è coinvolta nel trasporto degli acidi grassi a catena lunga dallo spazio intermembranoso alla matrice dei mitocondri per la produzione di energia metabolica. Decenni di studi clinici hanno dimostrato il ruolo cruciale della L-carnitina nella fisiologia mitocondriale; la carenza di L-carnitina provoca accumulo di depositi di lipidi all’interno del muscolo scheletrico, miocardio e fegato. Miglioramenti della neuropatia e della fatica sono stati riscontrati in pazienti con SLA (sclerosi laterale amiotrofica), sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, sciatica, M. di Alzheimer e sclerosi multipla.

Acido folico

L’acido folico è il substrato per la produzione di tetraidrofolato (THF), a sua volta precursore della 5-metil-THF necessario per l’attività della metionino-sintetasi. Aumentando i livelli di S-adenosilmetionina, i folati contribuiscono alla sintesi di macromolecole (come le purine) parti integranti di importanti processi cellulari come la crescita cellulare.

L’acido folico si trova principalmente nelle verdure a foglia verde e nel tuorlo d’uovo. Le cause più comuni di carenza di folati sono la gravidanza, l’allattamento, l’insufficienza cardiaca, le epatopatie, le resezioni intestinali, l’alcolismo, le malattie infiammatorie croniche intestinali, l’anemia emolitica, i carcinomi, i linfomi ecc.

Vitamina B12

La vitamina B12 si trova nella carne e nei prodotti lattiero-caseari derivati dagli animali. Il suo assorbimento richiede la presenza di adeguati livelli di fattore intrinseco, una glicoproteina (secreta dalla mucosa gastrica) che favorisce anche l’assorbimento del ferro, ed una cui carenza è provocata da alcolismo, gastriti, e danni alla mucosa gastrica in generale.

Vitamina B6

La vitamina B6 si trova praticamente in tutti gli alimenti, tanto che è infrequente una sua carenza nutrizionale. Tuttavia malattie epatiche, stato nutrizionale scadente e alcolismo ne aumentano il rischio di carenza. Tale carenza è stata correlata ad un aumentato rischio di tromboembolia venosa.

 

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Q10Plus_Bibiografia

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